È uscita qualche giorno fa una presunta indagine del sito di assicurazioni Facile.it che tratta il tema dei comportamenti pericolosi dei ciclisti. Presunta perché non viene in alcun modo spiegato come sarebbe stato condotto questo sondaggio su 1.000 ciclisti, quindi diciamo che già la partenza non è buona, e tuttavia il fatto veramente allarmante è come questa raccolta di banalità venga utilizzata in modo strumentale per dimostrare una tesi, circolante da tempo e sempre più utilizzata dai detrattori della mobilità sostenibile: i ciclisti sono vittime di molti incidenti, spesso se la vanno a cercare.

Se la vanno a cercare, quel detto e non detto che ricorda analoghi agghiaccianti ragionamenti sulle donne che vengono violentate perché indossano una minigonna. Il filone è quello.

Naturalmente se si parla di incidenti stradali è logico, normale e statistico che anche i ciclisti o i pedoni possano essere colpevoli di comportamenti pericolosi (e tra l’altro qualcuno prima o poi potrebbe fare un’indagine seria sul tema, visto che i dati – sepolti nei verbali di Polizia Locale e altre forze dell’ordine – ci sono), quello che invece non è normale è il tentativo di far passare alcuni comportamenti come la vera causa della maggior parte degli incidenti. Quello che sta dietro operazioni come questa, incredibilmente riprese e sostenute anche dall’agenzia Ansa (Ciclisti italiani imprudenti, il 71% gira senza casco), è proprio il tentativo di ribaltare le colpe sulle vittime. Non solo, c’è anche di peggio.

È il tentativo di far credere che alcuni mezzi siano per natura pericolosi. Un processo completamente assolutorio rispetto all’automobile, ai comportamenti pericolosi di chi guida mezzi a motore che pesano tonnellate e raggiungono velocità da F1. Tanto è vero che questo pessimo articolo è stato subito cavalcato da Quattroruote: Aumentano gli incidenti anche per il mancato rispetto delle regole.

In un barlume di onestà intellettuale quelli di Facile.it affermano:

Va detto che, sovente, i ciclisti fanno le spese di imprudenze commesse da automobilisti

per poi però subito dopo trovare altri colpevoli

con cui, in virtù della cronica scarsezza di piste ciclabili delle nostre città, sono costretti a condividere la carreggiata.

Insomma: i ciclisti sono imprudenti e poi ci sono poche piste ciclabili. Quindi: possiamo serenamente continuare a non rispettare i limiti di velocità, a guidare guardando il cellulare, a mollare l’auto in mezzo a qualsiasi strada e così via.

Se poi si entra nel merito di questi presunti comportamenti colpevoli dei ciclisti, c’è da ridere. Eccoli qua:

 

Insomma i ciclisti si comportano in modo pericoloso perché per loro stessa ammissione non usano il casco (che non è obbligatorio, peraltro) o lo specchietto (lo specchietto? davvero?). Sono pericolosi anche perché vanno sul marciapiede, e questo è vero, però non si capisce che cosa c’entri questo comportamento con il fatto che sono vittime di incidenti.

Quanto ai fari, proviamo a prendere questo elenco e ad applicarlo agli ultimi incidenti mortali che sono avvenuti a Milano, andiamo a vedere quanti si sarebbero salvati con luci, casco e specchietto (posto che magari avevano tutti e tre questi dispositivi); facciamo la stessa cosa su base nazionale, prendiamo gli ultimi 30 ciclisti investiti, andiamo ad analizzare le dinamiche.

Io conosco la risposta per Milano: Facile.it avrebbe dovuto lanciare una campagna per i sensori obbligatori sui camion, che risolvano il problema degli angoli ciechi. Però ovviamente un articolo del genere non avrebbe avuto gli stessi effetti Seo di questo sui ciclisti. Di che cosa sto parlando? Di contenuti scritti apposta su temi molto ricercati, ricercabili, condivisibili in rete per portare traffico al proprio sito e quindi in questo caso clienti al proprio servizio.

Lo so che con questo post contribuisco al successo della loro strategia, però credo che nel medio periodo chi di Seo farlocca ferisce, di Seo farlocca possa perire: pubblicando contenuti di scarsa qualità si penalizza l’immagine e la credibilità di un’azienda e faccio fatica a capire perché un ciclista dovrebbe stipulare un’assicurazione attraverso Facile.it dopo che è stato trattato in questo modo:

I numeri parlano chiaro; in Italia si usa sempre più spesso la bicicletta per i percorsi urbani, ma purtroppo non sempre prestando attenzione alle regole del codice della strada e, anche per questo, gli incidenti mortali che coinvolgono ciclisti sono aumentati del 9,6% in un anno (Fonte Istat); un decesso ogni 32 ore.

UPDATE sono successe molte cose in questi giorni, la ricostruzione di tutto è stata (ben) fatta da Valigia Blu: “Incidenti mortali in bici colpa dei ciclisti imprudenti”: quel sondaggio falso e i dati non verificati.

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